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Disturbi di luminosità

Ilaria Palomba

Presentazione del libro: DISTURBI DI LUMINOSITÀ
alla presenza dell’autrice ILARIA PALOMBA

Ilaria Palomba racconta i tentativi di rinascita di una ragazza segnata da abusi e disturbi borderline. «Scrivere salva, ma solo finché non hai lettori».
La scrittura è affilata, aspra, irregolare, come lo sono i pensieri quando ci assalgono e ci dominano.
Disturbi di luminosità, è un romanzo doloroso e frantumato. Colpisce del breve romanzo della Palomba la perfetta padronanza della lingua. L’autrice gioca su vari piani narrativi ed emotivi e conduce con mano ferma il lettore nel labirinto infernale di una personalità doppia e nella testa di una “terrorista emotiva”.

Sembra che la protagonista non abbia nessuna voglia di imbrigliare la sua follia.

«Diciamo che non vuole nascondere le ferite. La protagonista di Disturbi non ha nome, è intrappolata in ciò che le è stato fatto, o in ciò che si è lasciata fare. L’Oracolo scava nel suo dolore e lei parla come se gridasse».

Ma che cosa è la follia, e che cosa è la normalità?

«La linea di confine è sottile. Non credo esista la normalità, esiste la capacità di adattamento ai contesti, che però può significare anche sottomissione. Da sempre esistono i diversi, gli incompresi, ma non è detto che aderire a una norma (quindi essere normali) sia sano. Talvolta il diverso può essere un illuminato e vedere ciò che gli altri non vogliono vedere».

Quanto di autobiografico c’è nel libro?

«Molto. Soprattutto la prima parte. L’esperienza dell’abuso, di cui scrivo per la prima volta, il rapporto con le sostanze e con una vita sentimentale disordinata, che qualcuno può definire libertà, invece è un’altra gabbia, o almeno, per me lo è stata. I personaggi maschili, Lui e Narciso, sono per lo più archetipi e non persone reali».

Che cosa è la scrittura per lei?

«Una salvezza e una condanna. La scrittura salva fintanto che non si hanno lettori. Nel momento stesso in cui si pubblica diventa una responsabilità, e si è condannati al giudizio, che lo si voglia o no».

Ma l’Oracolo dice alla protagonista: ” A che serve scrivere libri se nessuno li legge“. Lei non scrive per avere successo.

«Per me scrivere è come respirare. Certo, c’è una volontà di comunicare che non significa solo esprimersi: ci si può esprimere senza comunicare nulla. Però, se per comunicar e arrivare alle persone devo snaturarmi, cancellare la mia lingua, la mia storia, quella che in fondo è la mia identità, allora preferisco avere pochi lettori ma restare fedele a ciò che sono».

Venerdì di Repubblica
Brunella Schisa – 06/07/2018

sabato 15 Giugno ore 21:30

La presentazione è ad ingresso libero e si svolge nello Spazio1: Filatoio in via De’ Bonomini 61/63

Il programma cartaceo è sempre presente all’interno delle casette che trovate lungo le vie del Festival e in biglietteria al Filatoio.